Abbiamo impianti per la produzione di energia elettrica in tutta Italia, e diversi parchi eolici anche in Francia. Nel 2008, abbiamo generato in tutto circa 4,6 miliardi di kWh, equivalenti al consumo di quasi 1,7 milioni di famiglie italiane. Per ogni kWh, abbiamo emesso 358 g di anidride carbonica: un valore di emissioni specifiche fra i più bassi oggi in Italia, largamente inferiore alla media nazionale, che è di 517 grammi per kWh (Piano di Allocazione Nazionale).
Il nostro piano di crescita prevede la costruzione di numerosi nuovi impianti da qui al 2012, secondo due principali tipologie:
centrali a ciclo combinato ad alta efficienza, il modello tecnologico oggi più avanzato per garantire una produzione adeguata, massima efficienza produttiva e minimo impatto ambientale
impianti per la generazione da fonti rinnovabili (eolici, fotovoltaici, idroelettrici) - dal 2003 al 2012, prevediamo di investire in tutto circa 1,9 miliardi di euro in questo settore, anche con lo scopo di innescare delle economie di scala che facilitino l’ulteriore diffusione delle fonti rinnovabili sul territorio italiano.
Dal 2003, controlliamo una quota di Tirreno Power, una delle maggiori società di produzione italiane, cui fanno capo tre centrali termoelettriche e un grosso nucleo idroelettrico. L’acquisizione di Tirreno Power (prima detenuta da Enel, che l’ha dovuta mettere in vendita per indicazione del decreto di liberalizzazione del mercato elettrico), è stata una tappa fondamentale per iniziare ad affermarci come operatore di livello nazionale, a pochissimi anni dall’avvio della nostra attività (la sola costruzione di una centrale richiede almeno due anni, ai quali vanno aggiunti i tempi richiesti dalle pratiche di autorizzazione e quelli della messa in funzione).
In questi anni, Tirreno Power ha investito 900 milioni euro per ammodernare queste centrali attraverso un processo detto repowering (o "ripotenziamento"), che comporta la loro trasformazione in moderni impianti a ciclo combinato, per aumentarne l’efficienza e la compatibilità ambientale. Grazie a questi interventi, ad esempio, le emissioni complessive di anidride carbonica sono passate dagli 882 g per kWh prodotto del 2003 agli attuali 551 per kWh, decisamente inferiori alla media nazionale da termoelettrico, equivalenti a 609 g per kWh.