Dalle grandi dighe agli impianti mini-idro
Fino agli anni Cinquanta del secolo scorso, l’idroelettrico rappresentava la principale tecnologia di generazione elettrica in Italia, e ancora oggi è la principale fonte energetica rinnovabile del nostro Paese.
L’incidenza dell’idroelettrico sulla produzione nazionale è andata scemando sia per lo sviluppo di altre forme di generazione, sia - soprattutto negli ultimi anni - per la maggiore attenzione all’impatto ambientale provocato dalle centrali idroelettriche tradizionali, con i loro grandi bacini e le enormi dighe.
Oggi, ai tradizionali impianti “ad accumulo” sono preferiti i piccoli impianti “ad acqua fluente”, in cui solo parte della corrente fluviale viene deviata in una condotta o canale, che va ad alimentare la turbina elettrica. Sia l’impatto paesaggistico sia quello biologico sono quindi decisamente inferiori rispetto alle centrali di vecchio tipo, ma minore è anche la capacità produttiva complessiva.
La produzione idroelettrica di Sorgenia
Fin dal 2003, il parco idroelettrico di Sorgenia è costituito da diverse piccole centrali ad acqua fluente, collocate in Val d’Aosta, dalla potenza complessiva di circa 7,4 MW.
Nonostante tutti questi impianti siano perfettamente integrati nel contesto circostante, siamo impegnati in vari progetti mirati a minimizzare ulteriormente l’impatto paesaggistico delle strutture e a migliorarne ancora la compatibilità ambientale.
I nostri piani per il futuro prevedono il recupero di impianti spesso in disuso su piccoli salti e derivazioni d’acqua, in modo da rafforzare la capacità di generazione idroelettrica senza nessun intervento sull’ambiente.